Le grandezze indicate in figura conservano lo stesso significato delle corrispondenti nel buck (vedi il
precedente paragrafo 1.1.1). Il funzionamento del boost è simile a quello del buck.
Il circuito, all'interno del periodo di switching, presenta due stati di funzionamento: ON e OFF. Nella
figura 1.7 si vede la corrente nell'induttore, la tensione
ai capi del MOS (
) e la tensione ai capi del diodo (
).
Nello stato di ON il MOS è in saturazione, il circuito assume la forma in figura 1.8 e la
corrente
cresce linearmente fino al tempo
. A questo punto il MOS viene interdetto (figura 1.9), la corrente
nell'induttanza viene deviata a caricare il condensatore e diminuisce linearmente (se
).
Anche qui si presentano i due casi precedentemente esaminati ovvero:
Quest'ultimo caso introduce il terzo stato di funzionamento detto modo di IDLE, con il diodo interdetto e il circuito nella forma in figura 1.10.
Si può notare dalla figura 1.7 (modo continuo) che la corrente
assorbita dall'ingresso risulta oscillare
intorno ad un valore medio e che l'oscillazione può
essere resa piccola a piacere aumentando il valore di
. Così non è nel buck, nel quale la corrente assorbita
si annulla nello stato di OFF. Il boost si presenta quindi all'ingresso come un carico più ``buono''
del buck. Non è invece possibile limitare la corrente nel carico e/o la corrente assorbita dall'ingresso
nei casi di corto circuito (o meglio di sovraccarico) e di circuito aperto senza ricorrere a modifiche del circuito.
Il buck da questo punto di vista presenta un comportamento migliore.
Il boost ha infine la prerogativa di presentare una tensione sul carico sempre maggiore della tensione
:
se così non fosse
non potrebbe scaricarsi sul carico.
Bofh 2004-02-09