In un campo come quello dei controlli di alimentatori switching è difficile trovare punti a favore del
digitale. I controlli analogici sono ormai arrivati ad un livello di maturità notevole: esistono circuiti integrati
che realizzano, con pochi componenti esterni, il controllo completo, con tutte le protezioni e le opzioni necessarie.
Il metodo di progetto è ormai ben definito, compreso dai progettisti e quasi automatizzato; si raggiungono
prestazioni notevoli sulla regolazione della tensione di uscita rispetto alle variazioni di carico e di ingresso.
I vantaggi che può presentare un controllo digitale si possono riassumere nelle seguenti osservazioni:
- Un controllo digitale è intrinsecamente insensibile alle tolleranze o alla deriva dei valori dei componenti.
Questo fatto è importante in quanto alcuni parametri di progetto sono molto sensibili alle variazioni dei componenti.
- Un controllo digitale è totalmente integrabile: questo può essere molto importante se si pensa
alle richieste di precisione sull'alimentazione dei moderni microprocessori. L'alimentazione a 3.3V sarà
richiesta con una tolleranza del
per variazioni impulsive di carico dell'ordine dei 10A. A questi
livelli di precisione sono sufficienti 10cm di pista del circuito stampato per introdurre capacità e induttanze parassite tali da rendere inutile qualunque stabilizzazione. A questo punto l'integrazione dell'alimentatore
all'interno dello stesso chip del processore arriverebbe a risolvere questi problemi. Osservazioni in questo ambito sono
state effettuate in [4]. In quell'articolo si evidenzia la tendenza attuale che è quella di costruire un
alimentatore il più vicino possibile al processore e a lui dedicato e in futuro a costruire l'alimentatore
direttamente sullo stesso chip del processore. A questo punto un controllo analogico non potrà vincere la sfida
con i controlli digitali.
Bofh
2004-02-09