Il meccanismo per la protezione dei dati originariamente previsto dallo
standard IEEE 802.11 è il WEP ("Wired Equivalent Privacy").
Il WEP prevede che ogni pacchetto scambiato tra l'access point
e l'apparato dell'utente sia codificato con l'agoritmo di
cifratura RC4, utilizzando una chiave segreta di 40 o 104 bit,
preceduta da un'ulteriore sequenza casuale di 24 bit (Initialization
Vector) diversa per ogni pacchetto trasmesso.
La chiave segreta deve essere comunicata a tutti gli utenti che accedono
al corrispondente access point.
Nel 2001 alcuni ricercatori hanno però dimostrato la debolezza dell'algoritmo
RC4, nonché altre debolezze intrinseche del meccanismo WEP.
È stato quindi istituito un gruppo di lavoro, chiamato
"Task Group i", per correggere i noti problemi del WEP e definire
un nuovo standard di sicurezza, l'IEEE 802.11i.
IEEE e Wi-Fi Alliance,
l'organizzazione che si occupa di promuovere lo sviluppo e la
diffusione delle reti wireless, hanno quindi dato vita ad un progetto
per elaborare una soluzione immediata per sostituire il WEP
come meccanismo di sicurezza nei prodotti commerciali esistenti.
Il nuovo meccanismo, denominato WPA (Wireless Protected Access),
è stato concepito sin dall'inizio come soluzione temporanea, in attesa che
lo sviluppo di 802.11i giungesse a maturazione.
Per WPA è stato progettato un nuovo protocollo, denominato TKIP
(Temporal Key Integrity Protocol), sempre basato sull'algoritmo RC4,
che aggiunge un meccanismo di cifratura software preliminare
a quello utilizzato dal WEP (eseguito invece in hardware) per ogni pacchetto
inviato.
WPA si basa su TKIP per la codifica dei messaggi, mentre si è
aggiunto un meccanismo di autenticazione per utente, in luogo dello
scambio della chiave WEP segreta, basato sul protocollo 802.1x
(illustrato piu' avanti).
L'802.11i, rilasciato nel luglio 2004, è ora comunemente indicato con il nome
di WPA2.
Anche WPA2 utilizza 802.1x per la gestione delle politiche di autenticazione.
Per la cifratura dei dati invece, è definito un nuovo protocollo,
CCMP (Counter Mode with CBC-MAC Protocol), che utilizza l'algoritmo
crittografico AES
al posto dell'RC4.
La maggiore robustezza di AES (e di CCMP) si paga con una maggior
potenza di calcolo richiesta agli apparati rispetto a WEP e TKIP,
e richiede quindi una modifica del'hardware. Ad oggi gli apparati che supportano
WPA2 sono poco diffusi.
Per evitare gli accessi non autorizzati in rete si è deciso di adottare il protocollo di autenticazione port-based denominato IEEE 802.1x, il quale prevede che l'autenticazione avvenga sia in fase di primo accesso alla rete sia ad intervalli periodici di tempo. Per l'autenticazione l'access point si deve appoggiare ad un server esterno tramite il protocollo RADIUS (Remote Authentication Dial-In User Service).
L'architettura 802.1x applicata alla tecnologia wireless prevede quindi la presenza delle seguenti entità:
La figura seguente mostra l'architettura di autenticazione prevista dal protocollo 802.1x:
Il sistema di autenticazione utilizza il protocollo di trasporto EAP (Extensible Authentication Protocol), il quale non specifica un meccanismo di autenticazione fisso, bensì definisce una piattaforma di autenticazione estensibile, consentendo quindi di poter variare il meccanismo di autenticazione nel caso in cui in quest'ultimo venisse scoperta una qualche vulnerabilità.
Tra i vari metodi di autenticazione impiegati in EAP (oltre 40) è possibile segnalare:
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